giovedì 19 gennaio 2012

Un figlio che arriva volando

Interno Facebook, ore 22:20 del 19 Gennaio 2012, io mi gratto la pera mentre la mia amica L. scrive: "Nostro figlio sta arrivando!!!!"

Ore 22:30
M. D: "Sono felicissima che tu abbia cambiato idea sulla maternità! Allora tutti i miei discorsi sono serviti a qualcosa!!! Per te sarà una gioia immensa che solo una mamma può capire, mettere al mondo un figlio è la felicità più grande, non c'è emozione più forte che una donna può provare che quella di dare la vita al proprio cucciolo!!! Complimenti, sicuramente ti somiglierà!"

L:"Sono felicissima per me che non ho cambiato idea sulla maternità!!! Tutti i tuoi discorsi sono caduti nel vuoto!!! Per me sarà una gioia immensa, ma anche per mio marito perché questo passo l'abbiamo fatto in due e solo due genitori che adottano possono capire, vedere un figlio che non è nostro ma che lo diventerà è la felicità più grande, non c'è emozione più forte che una donna e un uomo possono provare e CONDIVIDERE che quella di dare una nuova vita e un futuro ad un cucciolo abbandonato! Complimenti, non somiglia né a me né a mio marito, ma ti assicuro che non ce ne frega niente!!"


Credo che dopo questa risposta io abbia finito i barili di stima.

Un abbraccio alla mia amica L. e a suo marito per aver portato via questo cucciolo di otto anni da un passato disgraziato e per avergli donato un futuro sereno con due genitori che semplicemente sanno amare senza legami di sangue, stretti come sono da quell'unico laccio chiamato amore che non ha bisogno di rassomigliare a niente e a nessuno.


martedì 17 gennaio 2012

Plutone è esaurito


Ottenne: "Oggi abbiamo contato i pianeti a scuola!"
Madre: "Ah si?...ma questo è in offerta?"
Cassiere ossigenato: "Sì, pure questo, signo'"
Madre: "Che fortuna! ...Allora? Quanti sono i pianeti?"
Ottenne entusiasta:  "Otto!"
Cassiere ossigenato: "E sai pure i nomi, piccole'?"
Ottenne: "C'è Mercurio, poi c'è Venere, poi ci siamo noi, poi c'è Marte, poi c'è...c'è Saturno...no, prima c'è Giove e poi Saturno, poi Urano e in fondo Nettuno, poi c'è n'è anche un altro, ma la maestra dice che è piccolo piccolo e non è più un pianeta!"
Madre: "E Plutone dove lo hanno messo?!"
Cassiere ossigenato: "Si sarà esaurito! Ahahahahah."
Madre: "Ah già è vero, l'avevo sentito. Il sugo è in offerta da oggi o da domani?"
Cassiere ossigenato: "Da domani."
Ottenne: "Tra poco andiamo da Marte!"
Madre: "Ah, allora lo lascio, lo prendo domani! Aaaaaah sì, e come ci andiamo da Marte?"
Cassiere ossigenato: "Oddio, me s'è bloccata la cassa!"
Ottenne: "Con i missili!"
Madre: "Ahahahahahahahahah, e che li hai tu, li l'hai?"
Ottenne: "No...ce li hanno quelli che guidano i missili!"
Madre: "Sì...ehm...che bravi...S'è sbloccata?"
Cassiere ossigenato: "No, bisogna aspetta' un attimino. Ma tu lo sai quanto ci vuole per andare su Marte, regazzi'?"
Ottenne: "No, però io voglio andarci!"
Madre&Cassiere ossigenato: "Ahahahahahahahahahahhahahahahahahah!"
Madre: "Per arrivare su Marte ci vogliono secoli e devi passare una marea di stelle, mica è dietro l'angolo!!!"
Ottenne: "No, la stella è il sole...non ci sono stelle per strada!"
Madre: "Tra qui e Marte sì, che non lo vedi il cielo la notte?"
Ottenne: "Sì, ma le stelle sono lontaneeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee! Non sono davanti a Marte."

La madre si volta verso il cassiere e dice: "Ma che gli insegnano a scuola?"
Il cassiere fa spallucce in segno di resa ai tempi malati che corrono.

Madre: "Senti, la cassa s'è sbloccata, famme fini' de fa' la spesa ché andiamo a casa a ripassare l'astrologia, e di corsa!"

Eh, brava, corri a ripassare l'astrologia, leggi bene perché oggi sotto il segno dell' ignoranza c'è scritto: "Dai retta a tuo figlio, ché ne sa più di te e impara un po' d'astronomia!!!"


mercoledì 4 gennaio 2012

Il primo

Doveva succedere.
Sei giovane per tutta la vita, poi all'improvviso vieni colpita dai primi sintomi: cominci a sonnecchiare alle dieci e non più alle tre di notte, i ragazzini ti chiamano "signora", tua madre finalmente si sente legalizzata a dirti "Sei grande ormai", alla posta ti lasciano la sedia e sei fuori da tutte le caselle fighette da incrocettare quando compili documenti o moduli d'iscrizione per la fidelity card del supermercato.

Insomma, tutto ti dice: "Sei vecchia!"

Ma non ci credi nemmeno di fronte quella velata zampetta di gallina che fa capoccella vicino agli occhi, ti rassicuri con un "Ho ancora tanti anni prima di diventare vecchia". Sì,  è vero, solo che in questo piano c'è una grande falla: non si invecchia in un botto. Si invecchia piano piano, a rate, oggi la ruga, domani l'artrosi, e quando raggiungi il punto di non ritorno, ti rendi conto di essere stata una cretina al quadrato, che potevi fare determinate cose prima, che il mondo è pieno di giovani il cui il soffio della vita ancora sa di menta e non di semolino.

E tutto parte da lui, dal primo capello bianco. Quello che pensavi di incontrare tra quanto? Due, tre anni? Invece no, lui è nato prima, tu lo consideri un prematuro, ma lui sa benissimo di essere stato puntuale.
Te lo ritrovi lì, piantato sulla testa come se quella fosse casa sua, non fa nemmeno l'emarginato, s'accoppia, s'intreccia, intrattiene rapporti tricologici con i capelli giovani, quelli ancora in tinta con la tua personalità da ventenne. Ti guarda, lo guardi, ti riguarda, lo riguardi, ti ri-riguarda, ride e dice: "Vecchia!"