I film di paura visti di notte prima di dormire sono stati rimpiazzati dalle trasmissioni sulle malattie schifide, quelle che non ti ammazzano, ma ti danno un sacco di rogne estetiche.
Così, se mentre ronfo mi sentite dire "No, enorme pustola, non mi mangiare!", tranquilli è tutto nella norma. :D
Ecco, c'è questa trasmissione chiamata Malattie Imbarazzanti (Real Time) che mi assicura una buona dose di incubi purulenti. In ogni puntata, un drappello di inglesi accompagnati dalle più strane malattie si fa visitare da un dottore di notevole presenza al quale diresti "Togliti il camice, famo in du' minuti" se non avessi un bacino di pus che sta per esondare o i piedi che sanno di fontina. Insomma, io non gli farei vedere nemmeno un'unghia spezzata, ma tant'è, ai malcapitati tocca mostrargli di tutto: emorroidi continentali, orecchie tappate dal cerume d'annata, monotette, ecc. ecc.
(Ci sono anche altri medici, ma lui è il maschio Alfa della trasmissione.)
Be', comunque di questo programma non mi sconvolgono tanto le purulente malattie, quanto il messaggio terrificante che pazienti e dottori mettono in libertà.
Alla presentazione, quasi tutti i pazienti lamentano lo stesso disagio: "La gente mi ride dietro/la gente mi prende in giro", anche quando il problema non è visibile se non vengono tolti gli abiti.
Finché lo dice il paziente, amen, ci sta che una persona non voglia essere l'appestata del villaggio, però quando è lo stesso dottore o la voce fuori campo a spostare il focus dal problema fisico al problema sociale, allora mi domando: ma diciamo sul serio?
sabato 19 novembre 2011
Malattie imbarazzanti
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Pikadilly
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giovedì 17 novembre 2011
Il bambino di Marte
Pubblicato da
Pikadilly
No, Marte non ha figliato, almeno non il pianeta, se poi qualcuno di voi si chiama Marte ed è diventato padre in questi giorni, be', auguri. :D
Molti sono convinti che l'uomo destinato a poggiare il primo alluce su Marte sia già nato, anche io lo penso, così qualche giorno fa ho deciso di scommettere con la mia controparte sulla data di nascita del prossimo o della prossima Neil Armstrong versione Marte.
In verità avevo pensato di fare una cosa veramente de putenza, roba tipo un concorso con tanto di notaio, premi e cotillons, ma chissà quando la Nasa sarà pronta a sbarcare su Marte visto la difficoltà che ha di sbarcare il lunario.
E allora cosa ci si guadagna a scommettere?
La fama, la gloria e tre etti di aria respirabile da portare in un eventuale viaggio di piacere sul pianeta rosso, ché fa sempre comodo. :D
Non la faccio lunga: se vi va di partecipare alla boiata, inserite sesso e data di nascita nei commenti a questo post*, altrimenti andatevene tutti a fare trekking in infradito sul Monte Olimpo e senza etti di aria respirabile. Tiè.
Non so nemmeno se io, voi e questo blog sopravviveremo all'attesa, ma intanto giochiamocela, così un giorno i posteri potranno avere la conferma che i nostri erano tempi bui, abitati da persone che veramente davano i numeri.
Dunque, secondo me il primo essere umano che palpeggerà Marte è un maschietto ed è nato il 10 Settembre 2003.
:D
* No social. Se l'equipaggio per Marte venisse reso noto nel 2030, io non mi sfoglio 19 anni di Facebook per cercare le date. Insomma, avrò una certa età, un po' di riguardo per una futura anziana! :D
Molti sono convinti che l'uomo destinato a poggiare il primo alluce su Marte sia già nato, anche io lo penso, così qualche giorno fa ho deciso di scommettere con la mia controparte sulla data di nascita del prossimo o della prossima Neil Armstrong versione Marte.
In verità avevo pensato di fare una cosa veramente de putenza, roba tipo un concorso con tanto di notaio, premi e cotillons, ma chissà quando la Nasa sarà pronta a sbarcare su Marte visto la difficoltà che ha di sbarcare il lunario.
E allora cosa ci si guadagna a scommettere?
La fama, la gloria e tre etti di aria respirabile da portare in un eventuale viaggio di piacere sul pianeta rosso, ché fa sempre comodo. :D
Non la faccio lunga: se vi va di partecipare alla boiata, inserite sesso e data di nascita nei commenti a questo post*, altrimenti andatevene tutti a fare trekking in infradito sul Monte Olimpo e senza etti di aria respirabile. Tiè.
Non so nemmeno se io, voi e questo blog sopravviveremo all'attesa, ma intanto giochiamocela, così un giorno i posteri potranno avere la conferma che i nostri erano tempi bui, abitati da persone che veramente davano i numeri.
Dunque, secondo me il primo essere umano che palpeggerà Marte è un maschietto ed è nato il 10 Settembre 2003.
:D
* No social. Se l'equipaggio per Marte venisse reso noto nel 2030, io non mi sfoglio 19 anni di Facebook per cercare le date. Insomma, avrò una certa età, un po' di riguardo per una futura anziana! :D
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mercoledì 9 novembre 2011
Stelle come candeline
Pubblicato da
Pikadilly
"Da questo distante e vantaggioso punto di vista, la Terra può non sembrare di particolare interesse. Ma per noi, è diverso.
Guardate ancora quel puntino. È qui. È casa. È noi. Su di esso, tutti quelli che amate, tutti quelli di cui avete mai sentito parlare, ogni essere umano che sia mai esistito, hanno vissuto la propria vita. L’insieme delle nostre gioie e dolori, migliaia di religioni, ideologie e dottrine economiche, così sicure di sé, ogni cacciatore e raccoglitore, ogni eroe e codardo, ogni creatore e distruttore di civiltà, ogni re e suddito, ogni giovane coppia innamorata, ogni madre e padre, figlio speranzoso, inventore ed esploratore, ogni predicatore di moralità, ogni politico corrotto, ogni “superstar”, ogni “comandante supremo”, ogni santo e peccatore nella storia della nostra specie è vissuto lì su un minuscolo granello di polvere sospeso dentro ad un raggio di sole. La Terra è un piccolissimo palco in una vasta arena cosmica Pensate ai fiumi di sangue versati da tutti quei generali e imperatori affinché, nella gloria e nel trionfo, potessero diventare i signori momentanei di una frazione di un puntino.
Pensate alle crudeltà senza fine impartite dagli abitanti di un angolo di questo pixel agli abitanti scarsamente distinguibili di qualche altro angolo, quanto frequenti i loro malintesi, quanto smaniosi di uccidersi a vicenda, quanto ferventi i loro odi. Le nostre ostentazioni, la nostra immaginaria autostima, l’illusione che abbiamo una qualche posizione privilegiata nell’Universo, sono messe in discussione da questo punto di luce pallida. Il nostro pianeta è un granellino solitario nel grande, avvolgente buio cosmico. Nella nostra oscurità, in tutta questa vastità, non c’è nessuna indicazione che possa giungere aiuto da qualche altra parte per salvarci da noi stessi.
La Terra è l’unico mondo conosciuto che possa ospitare la vita. Non c’è nessun altro posto, per lo meno nel futuro prossimo, dove la nostra specie possa migrare. Visitare, sì. Abitare, non ancora. Che vi piaccia o meno, per il momento la Terra è dove ci giochiamo le nostre carte. È stato detto che l’astronomia è un’esperienza di umiltà e che forma il carattere. Non c’è forse migliore dimostrazione della follia delle vanità umane che questa distante immagine del nostro minuscolo mondo.
Per me, sottolinea la nostra responsabilità di occuparci più gentilmente l’uno dell’altro, e di preservare e proteggere il pallido punto blu, l’unica casa che abbiamo mai conosciuto."
Carl Sagan (9 Novembre 1934- 20 Dicembre 1996)

Guardate ancora quel puntino. È qui. È casa. È noi. Su di esso, tutti quelli che amate, tutti quelli di cui avete mai sentito parlare, ogni essere umano che sia mai esistito, hanno vissuto la propria vita. L’insieme delle nostre gioie e dolori, migliaia di religioni, ideologie e dottrine economiche, così sicure di sé, ogni cacciatore e raccoglitore, ogni eroe e codardo, ogni creatore e distruttore di civiltà, ogni re e suddito, ogni giovane coppia innamorata, ogni madre e padre, figlio speranzoso, inventore ed esploratore, ogni predicatore di moralità, ogni politico corrotto, ogni “superstar”, ogni “comandante supremo”, ogni santo e peccatore nella storia della nostra specie è vissuto lì su un minuscolo granello di polvere sospeso dentro ad un raggio di sole. La Terra è un piccolissimo palco in una vasta arena cosmica Pensate ai fiumi di sangue versati da tutti quei generali e imperatori affinché, nella gloria e nel trionfo, potessero diventare i signori momentanei di una frazione di un puntino.
Pensate alle crudeltà senza fine impartite dagli abitanti di un angolo di questo pixel agli abitanti scarsamente distinguibili di qualche altro angolo, quanto frequenti i loro malintesi, quanto smaniosi di uccidersi a vicenda, quanto ferventi i loro odi. Le nostre ostentazioni, la nostra immaginaria autostima, l’illusione che abbiamo una qualche posizione privilegiata nell’Universo, sono messe in discussione da questo punto di luce pallida. Il nostro pianeta è un granellino solitario nel grande, avvolgente buio cosmico. Nella nostra oscurità, in tutta questa vastità, non c’è nessuna indicazione che possa giungere aiuto da qualche altra parte per salvarci da noi stessi.
La Terra è l’unico mondo conosciuto che possa ospitare la vita. Non c’è nessun altro posto, per lo meno nel futuro prossimo, dove la nostra specie possa migrare. Visitare, sì. Abitare, non ancora. Che vi piaccia o meno, per il momento la Terra è dove ci giochiamo le nostre carte. È stato detto che l’astronomia è un’esperienza di umiltà e che forma il carattere. Non c’è forse migliore dimostrazione della follia delle vanità umane che questa distante immagine del nostro minuscolo mondo.
Per me, sottolinea la nostra responsabilità di occuparci più gentilmente l’uno dell’altro, e di preservare e proteggere il pallido punto blu, l’unica casa che abbiamo mai conosciuto."
Carl Sagan (9 Novembre 1934- 20 Dicembre 1996)

Una torta grande tutto l'universo, lui soffia sulle stelle come candeline.
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