mercoledì 26 ottobre 2011

La vendetta

"Tesssssssorooooo", urla appena entri nel suo campo visivo.
Ti salta in braccio scaricandoti addosso una cariolata di baci.
Smackete e smackete per ogni pixel del tuo corpo.
E' eccintantissima. Anzi, peggio, è dolce.

La serata si incastra tra un suo abbraccio e una carezza, ti risvegli a fatica dalla sensuale sensazione delle sue mani accoccolate nelle tue.
La senti più vicina del tuo naso, più all'interno del tuo pancreas, più in fondo di dove vorresti arrivasse, perché hai paura, hai paura di lasciarla entrare, dopo la tua ultima tragica storia...
Epperò, la lasci entrare perché lei bussa così prepotentemente nel petto che non puoi non aprirle.
Passano i giorni e lei è sempre più addentrata. Cervello, cuore e lombi sono finalmente allineati. Comunicano, si capiscono, interagiscono e insieme ti dicono: "Ce piace dalla A alla Zeta!".

Piace anche a te, e lei sembra ricambiare totalmente, senza dubbio. Dopotutto ieri sera quel succhiotto non te l'ha fatto il carlino del vicino, anche se te lo chiede da tanto tempo, te lo ha dipinto lei con quel suo sapore di ragazza, di capelli sciolti sulle spalle, di lana scaldata dal corpo, di quanto è sexy con quel rossetto.
Negli ultimi giorni ti ha mandato mandrie di sms intrepidi, status di Facebook intriganti, e quando vi siete visti sembrava che l'intero universo si contraeva per portarla il prima possibile nelle tue braccia.

mercoledì 19 ottobre 2011

Il lato oscuro dell'affitto

Le settecento euro per l'affitto di questo appartamento non hanno mai varcato il portone del palazzo, passano direttamente dalle casse della banca a quelle della padrona: ormai conoscono la strada, potrebbero benissimo andarci da sole, invece no, l'ingrato compito tocca a me, ma più che altro a LUI: il maggiore investitore del progetto "Finalmente soli".

Mutuo o affitto?
"No, io la casa me la sono comprata. Hai capito: comprata! L'affitto è solo uno spreco di soldi!"
Facciamo la prova.
Vestiti bene, allenati a camminare come Adriana Lima fusa mentalmente con Montezemolo. Entra in banca e chiedi informazioni per un mutuo. Lascia parlare l'impiegato, fallo lavorare, fallo venire mentre immagina di aver incaprettato un'altra fessa con la storia del mutuo agevolato, e alla fine:
“Ma io non ho uno stipendio fisso, sono una libera professionista!”
Se l'impiegato non è deflagrato in una risata, sicuramente sta cercando un modo carino per dirti che hai sbagliato portone, la Caritas è dall'altra parte della strada.

Ecco, per me l'alternativa all'affitto era rimanere a casa di mia madre o arredare con gli scatoloni dell'Ikea i due metri per due sotto poste Sisto.
Affitto, grazie.

lunedì 10 ottobre 2011

Donne da Nobel


Sarebbe da ingenui assegnare una sola coroncina di Miss Italia a tre ragazze diverse e sperare che non si strappino i capelli a vicenda per tenerla ognuna per sé, anzi no, sarebbe proprio da fessi. Un po' come buttare una tenera coscia di antilope in mezzo ad un branco di leoni grondanti di fame e aspettarsi indifferenza nobiliare. Una roba tipo: "Magnatelo te 'sto schifo!"

Ci sono donne che si prenderebbero a taccate sugli occhi per molto meno. Per un uomo che non amano o per l'ultima sciarpa color cachi, ad esempio. Il motto: se è entrato nel mio campo visivo allora è mio e non lo dividerò con nessun'altra. Mai. Perché io sono unica e non posso mischiarmi o dividere con le femmine comuni.

Poi ci sono donne come quelle a nord di questo post, le tre Miss in Peace che hanno diviso qualcosa di molto importante senza portarsi via lo scalpo o accecarsi col tacco dodici: il premio Nobel per la Pace 2011, per dirne una. (Che comunque qualche sfumatura color cachi ce l'ha.)

mercoledì 5 ottobre 2011

Quella simpatica

Si intuiva al volo chi tra noi due era quella simpatica.
Lei capelli morbidi, pelle inviolata dai brufoli e fisico minuto ma tettuto. Io capelli di rovo, pelle fertile ad ogni tipo di disgrazia adolescenziale e fisico indubbiamente da mettere in mostra. Nella vetrina di un norcino.

Il dizionario dell'abordaggio descrive quella simpatica così: "L'essere che non mi farei nemmeno se stessi morendo avvelenato e lei espellesse l'antidoto durante la copula".
I politici nostrani, invece, direbbero semplicemente: l'intrombabile.

Ecco, io ero quella simpatica. Dico "ero" perché sono tipo passata di livello: quella che s'è fatta ma c'è ancora ampio margine di miglioramento.
Prima del mio upgrade, convivere con quella figa non era facile. Per gniente.

"Mi piace quel ragazzo!"
"Chi, M.?"
"Eh!"
"Be', sai...l'altra sera eravamo in chat e..."
"E..."
"Mi ha chiesto di uscire! Ma giuro che a me non piace, è tutto tuo!"

Andava a finire sempre così, anzi, peggio, il capitolo si concludeva con lei che gli diceva di no pensando ingenuamente di propormi al tipo come valida alternativa, che lui ignorava l'offerta e galoppava al mio indirizzo per chiedere come mai lei lo aveva rifiutato.
Ecco come era mio...il problema.