martedì 20 settembre 2011

Una mozzarella da salvare

Tornare a casa strisciando come un verme, glassata di sudore e desiderosa di accoppiarti con la mozzarella che hai appena scroccato a tuo fratello.
Arrivare in cima alle scale e vedere Lui che ti accoglie gioioso.
Sentire uno SBAM! provenire dalla porta di casa.
Constatare che il vostro appartamento si è chiuso dentro.
Cinguettare "Ho la chiave, stai tranquillo!" e poi scoprire che dall'altra parte della serratura c'è infilata la di lui chiave.
Affermare con una certa ingenuità: "C'è la vecchia vicina! Possiamo...puoi passare dal suo balcone!"
Sentirsi rispondere: "E se non c'è?"
Ri-rispondere: "Seee, figurite, quella non esce mai!!!"
Suonare e non trovare nessuno.
E te pareva.

Dire cose impubblicabili mentre Lui va a cercare aiuto o una nuova casa da abitare.
Entrare in modalità McGyver, sfoderare la carta di credito...la fidelity card del supermercato e infilarla decisa nella porta... tira su-tira giù, non succede niente.
Ripromettersi di protestare con il supermercato: passi le buste di mais che puzzano e ti si biodegradano in mano, ma la card che non apre le porte NO, non è accettabile.

domenica 18 settembre 2011

Ob: sfatiamo i falsi miti sull'assorbente interno

Da piccola, quando vedevo le pubblicità degli assorbenti mi ripetevo una sorta di mantra che recitava così: “Io non mi farò fermare da due goccette di sangue”.

A 13 anni, quel fatidico primo giorno della mia nuova strabiliante vita da donna mi sono rinchiusa a casa e ho svernato sul letto, ero furiosa con gli omini ella pubblicità: mica me lo avevano detto che non erano due goccette, ma flussi torrenziali coadiuvati da dolori di tipo parto!


Accettato, ma neanche tanto, lo status di prigioniera della mia natura, dovetti per forza di cose cominciare ad usare gli assorbenti. A differenza di molte mie amiche che usavano gli assorbenti interni, io mi fidavo solo del classico esterno perché, dicevo, è scomodo ma più sicuro.

Ai miei tempi giravano miti spaventosi sull'assorbente interno, dal “sei vergine, non puoi usarlo”, al “fai una capriola e ti salta come un tappo di spumante” per arrivare al “te lo infili da lì e ti esce dal naso”.
E io, scema, ci credevo. Per anni mi sono terrorizzata con l'immagine della capriola e del tappo che salta, il non aver mai fatto una capriola in vita mia non valeva per rassicurarmi: gli assorbenti interni non mi davano sicurezza.

Poi, un giorno, mentre me ne stavo al mare a fare presenza perché non potevo farmi il bagno causa ciclo, ho cominciato a sentirmi osservata. I bei ragazzi, i brutti ragazzi, mamme, papà, vecchietti e granchi che mi passavano davanti allungavano il collo e...ridevano. All'inizio non capivo, c'è voluto un attento esame della mia persona per rendermi conto dell'atroce verità: qualcuno si era affacciato alla finestra dei miei pantaloncini. Dopo essere diventata il fenomeno da baraccone della spiaggia (letteralmente “quella che sta partorendo un assorbente dalla gamba”) ho costretto la mia amica a passarmi un assorbente interno, quello che chiamavamo in codice Ob per non farci beccare dai ragazzi e...perché si chiamano così.

L'assorbente interno con cui l'ho fatto la prima volta era appunto un Ob. Amore al primo utilizzo.

Ob Assorbente interno



La prima cosa in cui si è applicato è stata sfatarmi i miti sull'utilizzo da intonsa e sul saltare via come un tappo di spumante. Non lo sentivo nemmeno, ma soprattutto non lo vedevo affacciato da nessuna parte!!

Un miracolo del genere doveva essere stato partorito per forza da una donna, e infatti l'Ob fu inventato da una dottoressa tedesca, tale Judith Esser che, stanca di rinunciare a mare, comodità e libertà basiche tipo mettersi un pantalone bianco quando le andava, decise di pensionare gli indiscreti e castranti assorbenti esterni creando una sorta di tampone che assorbisse il flusso prima che questo fuoriuscisse, ma senza risultare scomodo o invasivo. Una genialata che realizzò insieme ad un team di ingegneri e che battezzò appunto Ob, le iniziali di “Ohne Binde” (“Senza assorbente”).

Bisognerebbe ricordarla come Santa Judith e festeggiarla ogni primo giorno del ciclo!!

Pensavo che nel 2011 tutti i miti sugli assorbenti interni fossero decaduti con l'avanzare degli innumerevoli mezzi di comunicazione, social, blog, forum, ecc., invece no, ancora sento di ragazze che si preoccupano per la famosa capriola.

Quindi è necessario sfatare un po' di questi miti, parlerò ovviamente dell'Ob perché secondo me è il migliore in circolazione.

Ob e sport?
Vuoi fare il triplo carpiato all'indietro con avvitamento e doppio svitamento, con accartocciamento e atterraggio sulle punte? Puoi farlo! Anzi, è anche consigliato fare sport durante il ciclo perché aiuta il flusso a scendere e quindi diminuiscono i dolori. E tutto senza il rischio di rimanere stappata.

Ob al mare? Sì può!
Non prenderà le onde come un surfista australiano condannandoti ad uscire dall'acqua camminando come un pinguino.

Ob è un assorbente interno discreto
A differenza di quello esterno, non avrà bisogno di ore d'aria e non s'affaccerà dai pantaloncini o dal costume per vedere cosa succede in giro. Sono finalmente sdoganati pantaloni chiari, leggings super skinny e vestiti trasparenti!

Ob non attenta alla tua integrità
Non credere che tu sia la sua donna ideale, lui è lì solo per lavorare, non per divertirsi.

Ob non è un turista
E dove lo metti sta! Non se ne andrà in giro per il tuo corpo scattando fotografie agli organi interni o prelevando pezzi di te da portare come souvenir alla nonna.

Ob è facile da applicare e da rimuovere
Praticamente si infila da solo, grazie al setoso rivestimento SilkTouch™ ti permette di applicarlo e rimuoverlo senza fare manovre da contorsionista.

Ob non ti alterà il PH ed è molto più igienico di un assorbente esterno, ma sopratutto, sopra ogni cosa, nella borsa occupa il 90% di spazio in meno. E' facile da smerciare all'amica che lo ha dimenticato, e se vieni perquisita da un poliziotto sexy non saprà mai che sei in quei giorni fino a quando...
Be', ci siamo capite.

Di questo marchio mi piace soprattutto l'assortimento:

- Ob super plus per flusso molto abbondante (anche post gravidanza)
- Ob super per flusso che va da medio ad abbondante
- Ob normal per flusso abbonante, ma neanche tanto
- E per le prime volte c'è Ob mini

Insomma, l'assorbente interno Ob mi ha praticamente ridato la libertà di vivermi lo sport, il mare, i pantaloni bianchi anche in quei giorni. Mi sento vivamente di consigliare i prodotti di questa marca non solo per avermi riaperto le porte della spiaggia o per la sua rivoluzionaria storia, ma soprattutto per la semplicità d'utilizzo e per la sicurezza che mi danno. Insomma, ho cinque giorni al mese in più da impiegare facendo tutto quello che voglio. Anche le capriole, volendo.  






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mercoledì 14 settembre 2011

Bella come zio Tibia


Ore 10:00 del mattino.
Location: Tezenis che sboccava di carne come un involtino.
Incontro C., ho passato gli ultimi due anni senza vederla. Mi sentivo fiera di questo risultato, fino a quando...

"Ehi, ciaoooooo!"
"Oh, ciao...guarda, sono in ritardissimo...ehm...devo...devo ritirare i panni da scuola!...DOH!"
"Ahahahah, sei sempre la solita scema..."
"Eheheh, ci provo, quando vedo una persona antipatica...ahahahah...scherzo!"
Non scherzo affatto!
"Ahahahah, maddai, come stai? Che fai? Sei fidanzata?"
Queste domande le vendono a confezioni da tre.

"Sto bene, sto guardando il costo di una maglietta e sì, sono accoppiata!"
"Uhhhh, quindi ti sposi?"
"Ehm, no, in verità non ci penso nemmeno! Ma dimmi di te, cosa mi racconti? Che combini?"
"Bla bla bla bla bla...sai...bla bla bla..."
Un discorso interessantissimo che io NON ho ascoltato con molta partecipazione...
"Oh, ma sbaglio o sei un po' dimagrita?", mi chiede con gli occhi schizzati.
"Sì, un pochino...non che mi importi molto...sai..."
"EFFAIMALE!", saetta gonfiando il collo e adottando l'espressione tipica di chi sta sul punto di scappare urlando terrorizzato.
"C...che?"

venerdì 9 settembre 2011

Buon Compleanno Star Trek

Con un imperdonabile ritardo di un giorno scrivo questo post riparatore, sperando che il sommo Gene non si materializzi per sbudellarmi con una lirpa vulcaniana. E' più facile che mi punisca io direttamente guardando una puntata del Mondo di Patty, però non si sa mai.

8 Settembre 1966

Io non ero stata prevista nemmeno dai Maya quando andò in onda la prima puntata di Star Trek.
In giro per la rete si trovano vari tributi dedicati a questo superlativo telefilm, a zio Gene Roddenberry che lo ha inventato, ai personaggi che lo hanno caratterizzato, a tutto quello che ha anticipato (ricordiamo: telefonini, tablet, bluetooth, il futuro teletrasporto, il mio futuro marito Spock, ecc. ecc.), a tutto lo spazio che ci ha fatto sognare, a infiniti aspetti che ogni anno portano milioni di persone alle convention o semplicemente le inchiodano sul divano a riguardare per la miliardesima volta puntate che sembrano non essere mai le stesse.
Ci sono mille modi per raccontare Star Trek, perché è uno di quei manufatti televisivi-cinematografici che ognuno veste diversamente, e ogni versione di Star Trek sul corpo di chi lo ama è quella giusta.

Io voglio raccontarlo con questa immagine:



Il primo bacio tra una donna nera e un uomo bianco.