Dal vangelo secondo Marrazzo: " I trans? Sono donne all'ennesima potenza, esercitano una capacità di accudimento straordinaria."
Qualsiasi bambino di cinque anni potrebbe dirti la stessa cosa riferita a sua madre.
Ma non è questo il punto.
Il punto è una domanda, quindi un punto interrogativo:
Uomini, ma di preciso, cosa dobbiamo fare noi donne per arrivare almeno una volta prime senza sconti, senza "se" e senza "ma"?
No, perché, dico, per totmila anni siamo venute seconde a voi, diciamo pure terze quando in casa c'erano pargoli (ovviamente maschi), quarte se la famiglia s'allargava a fratelli, cugini, nonni e trisavoli, quinte se l'uomo era pure un bovaro ("Toccami la donna, ma non la vacca!"), ecc. ecc.
Con tanta fatica ci siamo liberate dei corsetti e sottratto la precedenza alle vacche, abbiamo bruciato i reggiseni in segno di protesta, poi li abbiamo ricomprati perché con le tette a pendolo si scala male, e siamo salite finalmente verso la vetta della classifica, convinte di andar bene così come eravamo, perché la natura c'aveva fatto così e nessun uomo su questa terra poteva decidere se eravamo sbagliate, peccatrici o meno importanti di una frisona.
sabato 27 agosto 2011
mercoledì 10 agosto 2011
La fame contro
Pubblicato da
Pikadilly
Conosco la fame.
L'ho vissuta per giorni, settimane, mesi, anni.
La fame non è il languorino tra il pranzo e la merenda, la fame è qualcosa che...che ho già spiegato qui.
Se qualcuno decide volontariamente e ragionevolmente di andarle incontro, vuol dire che ha qualcosa da dimostrare, qualcosa per cui vale la pena stare male e sì, anche morire, perché di fame si muore.
Questa pena si chiama Italia.
E ci sono persone che non si limitano ad indignarsi credendo di aver contribuito in questo modo a cambiare le cose, ci sono persone che rischiano la pelle in un modo tanto silenzioso quanto inosservato da chi invece ama il rumore e concepisce la ribellione solo se scorre sangue, solo se qualcosa viene distrutto, se a qualcuno viene fracassata un'auto o la vetrina del negozio, magari conquistati dopo anni e anni di lavoro e debiti.
Invece la lotta in cui credo di più è questa, perché quando ti privi del bene primario (che non è né lo smart fighetto o la vacanza in Costa Azzurra) vuol dire che ci credi, ci credi davvero in quello che fai, non puoi non crederci, non ti è permesso farlo per far vedere che...o per sfogare un istinto animale che c'entra poco con la ribellione, ma mostra più una sete di distruzione che non colpisce i colpevoli del malessere italiano, ma altri cittadini, rei di aver parcheggiato nella zona sbagliata al momento sbagliato.
Come non vado in vacanza per problemi di salute, non posso andare a sostenere personalmente queste persone, ma so che se avessi potuto scegliere tra vacanza e loro, avrei scelto loro senza nemmeno passare dal via, perché in vacanza ci sarei stata due settimane, ma in Italia voglio starci per sempre e voglio starci bene.
Siccome non mi è possibile sostenerli live, devo di nuovo usare gli unici mezzi che ho a disposizione e invitare chi mi segue a postare il link di questo sito nei propri social almeno una volta ogni due giorni, così da non lasciare Gaetano e gli altri non solo morire di fame, ma anche di solitudine, abbandonati da un'Italia che si indigna troppo a Gennaio, ma che manda in ferie l'indignazione in concomitanza con le proprie ferie.
Il sito è questo:
http://presidiomontecitorio.it/
L'ho vissuta per giorni, settimane, mesi, anni.
La fame non è il languorino tra il pranzo e la merenda, la fame è qualcosa che...che ho già spiegato qui.
Se qualcuno decide volontariamente e ragionevolmente di andarle incontro, vuol dire che ha qualcosa da dimostrare, qualcosa per cui vale la pena stare male e sì, anche morire, perché di fame si muore.
Questa pena si chiama Italia.
E ci sono persone che non si limitano ad indignarsi credendo di aver contribuito in questo modo a cambiare le cose, ci sono persone che rischiano la pelle in un modo tanto silenzioso quanto inosservato da chi invece ama il rumore e concepisce la ribellione solo se scorre sangue, solo se qualcosa viene distrutto, se a qualcuno viene fracassata un'auto o la vetrina del negozio, magari conquistati dopo anni e anni di lavoro e debiti.
Invece la lotta in cui credo di più è questa, perché quando ti privi del bene primario (che non è né lo smart fighetto o la vacanza in Costa Azzurra) vuol dire che ci credi, ci credi davvero in quello che fai, non puoi non crederci, non ti è permesso farlo per far vedere che...o per sfogare un istinto animale che c'entra poco con la ribellione, ma mostra più una sete di distruzione che non colpisce i colpevoli del malessere italiano, ma altri cittadini, rei di aver parcheggiato nella zona sbagliata al momento sbagliato.
Come non vado in vacanza per problemi di salute, non posso andare a sostenere personalmente queste persone, ma so che se avessi potuto scegliere tra vacanza e loro, avrei scelto loro senza nemmeno passare dal via, perché in vacanza ci sarei stata due settimane, ma in Italia voglio starci per sempre e voglio starci bene.
Siccome non mi è possibile sostenerli live, devo di nuovo usare gli unici mezzi che ho a disposizione e invitare chi mi segue a postare il link di questo sito nei propri social almeno una volta ogni due giorni, così da non lasciare Gaetano e gli altri non solo morire di fame, ma anche di solitudine, abbandonati da un'Italia che si indigna troppo a Gennaio, ma che manda in ferie l'indignazione in concomitanza con le proprie ferie.
Il sito è questo:
http://presidiomontecitorio.it/
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sciopero della fame a montecitorio
sabato 6 agosto 2011
Galileo on board? E chissene...
Pubblicato da
Pikadilly
Alla partenza della sonda Juno, i TG italiani hanno dedicato in media 15 secondi di immagini stiticamente commentate.
Alla festa di compleanno di Federica Pellegrini, invece, hanno dedicato in media un minuto e mezzo di servizio.
Il Tg5 delle venti di ieri ha fatto di più: alla partenza della sonda diretta verso Giove non ha dedicato nemmeno un titolo di coda, un lapsus, un errore di battitura. Nothing.
Che nelle interioria di Juno ci sia tatuata una targa con su impressa la prima descrizione di tre delle quattro grandi lune geoviane (Ganimede, Callisto, Europa e Io, dette anche satelliti galileiani) scoperte dall'italianissimo Galileo Galilei, e che due organi vitali di Juno parlano italiano, ce ne può davvero importare qualcosa? Ovviamente no!
Non sono notizie abbastanza cazzute per spintonare via i servizietti su chi entra nel costume e alla festa della Pellegrini.
Sì, insomma, che ci frega di Juno, di Giove, di Galileo, degli strumenti italiani a bordo, noi vogliamo sapere se Luca Marin è andato al party della spallona, se ha fatto una scenata di gelosia dopo essersi calato una piscina di alcool, ma soprattutto se ha avuto la faccia tosta di mangiarsi il pezzo più grande della torta, perché quando Giove si sarà stancato di proteggerci le chiappe da comete e asteroidi che ci puntano, toccherà giustamente a Luca Marin spazzarli via con un rutto.
Alla festa di compleanno di Federica Pellegrini, invece, hanno dedicato in media un minuto e mezzo di servizio.
Il Tg5 delle venti di ieri ha fatto di più: alla partenza della sonda diretta verso Giove non ha dedicato nemmeno un titolo di coda, un lapsus, un errore di battitura. Nothing.
Che nelle interioria di Juno ci sia tatuata una targa con su impressa la prima descrizione di tre delle quattro grandi lune geoviane (Ganimede, Callisto, Europa e Io, dette anche satelliti galileiani) scoperte dall'italianissimo Galileo Galilei, e che due organi vitali di Juno parlano italiano, ce ne può davvero importare qualcosa? Ovviamente no!
Non sono notizie abbastanza cazzute per spintonare via i servizietti su chi entra nel costume e alla festa della Pellegrini.
Sì, insomma, che ci frega di Juno, di Giove, di Galileo, degli strumenti italiani a bordo, noi vogliamo sapere se Luca Marin è andato al party della spallona, se ha fatto una scenata di gelosia dopo essersi calato una piscina di alcool, ma soprattutto se ha avuto la faccia tosta di mangiarsi il pezzo più grande della torta, perché quando Giove si sarà stancato di proteggerci le chiappe da comete e asteroidi che ci puntano, toccherà giustamente a Luca Marin spazzarli via con un rutto.
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