lunedì 25 luglio 2011

Il colpevole è la pistola

Se spara sulla folla è perché gioca con i videogiochi sparatutto.
Se muore dopo anni di cure a base di alcool e droga è perché il medico non ha usato i raggi X installati negli occhi.
Se stuprano in gruppo è perché Facebook.
Se girano filmati porno in classe a 13 anni è perché You Tube.
Se si scambiano foto di bambini nudi in rete è perché internet.
Se sgozzano una suora è perché ascoltano Marilyn Manson.
Se il pirata della strada falcia una comitiva di quindicenni e non li soccorre è perché l'alcool.
Se si accoltellano tra di loro è perché la ragazza contesa.
Se a capodanno saltano più falangi che tappi di spumante è perché i botti.
Se si spogliano a 15 anni davanti la webcam è perché Skype.
Se perdono i mondiali ai quarti di finale è perché l'allenatore.
Se hanno più fumo che aria nei polmoni è perché l'azienda dei tabacchi.
Se sopravvivono ad un operazione è perché Dio.
Se muoiono è perché il medico.
Se il figlio dice le parolacce è perché il compagno di classe.
Se la città è piena di cartacce è perché il sindaco.
Se il liceale va male a scuola è perché la professoressa.

Se...basta, ne ho pieni brufoli.

E' sempre colpa di qualcos'altro, di qualcun altro. Dietro parole apparentemente innocenti si nasconde spesso, troppo spesso, la teoria secondo la quale senza un determinato elemento o individuo, X persona non si sarebbe mai comportata così e non avrebbe fatto quella certa fine.

Il colpevole non è mai chi spara, è praticamente la pistola, anche quando è una pistola ad acqua.

Se persone del genere esistono, e hanno la possibilità di infettare i fatti con le loro teorie colpevoliste mai rivolte ai colpevoli, è perché...?

sabato 2 luglio 2011

Tu, donna, stare a casa con bambini

Modalità Puffo Brontolone: "Io odio il caldo!"
Chi lo ha inventato, chi lo ha commercializzato qui e chi mi viene a dire "Sempre meglio del freddo" mentre sto tragicamente passando dallo stato solido a quello liquido senza possibilità di ritorno. E sgrunt. :D

Mentre il caldo opera per farmi diventare la donna acqua, mi informo circa questa 2011issima notizia:

Milano: azienda licenzia solo donne, "così curano i figli".

In breve.
Inzago (che non è il paese natio di Inzaghi), un'azienda chiamata Ma-Vib oltre ad avere un sito di m. ha anche una trentina di operai, per la maggior parte donne (12 pomi d'adamo, 18 coppie di tette). Un giorno, causa crisi, i capoccia decidono di azzoppare la lista dei propri dipendenti. Nulla di nuovo di questi tempi, tragico, ma purtroppo necessario. Alla porta vengono messe un gruppo di sole donne.

Se qualcuno ai piani alti avesse fermato la cosa qui, sì, sarebbe puzzata, ma le motivazioni potevano essere una, nessuna e centomila, magari anche valide.

Epperò i boss hanno voluto dare il meglio di sé e deliziarci motivando il ginelicenziamento con tale perla:
"Possono curare i bambini e comunque quello che portano a casa è il secondo stipendio".