giovedì 20 maggio 2010

Chi ce l'ha più

Anche chi non si è moltiplicato lo sente, lo avverte, lo annusa in prossimità di due mamme che parlano, al volante di passeggini strabordanti di prole.

E' lui, è l'odore della guerra tra chi ce l'ha più.

E' quell'insensata gara a chi ha scodellato il figlio più bello, più bravo, più intelligente, più precoce.
Quando mi capita di ascoltare questi curricula bonsaici, mi sembra di camminare in retromarcia fino ad arrivare alle elementari, i tempi in cui la Barbie della biondina bastonein era sempre più-qualcosa delle altrui Barbie, anche se erano tutte perfettamente identiche.
"La mia è più bionda"
"La mia ha gli occhi più grandi"
"La mia cammina."
"La mia vola!!"

Mi salvavo dalle tempestose liti tra mamme di Barbie solo ed esclusivamente perché odiavo la Barbie e tutto ciò che somigliasse anche solo spiritualmente ad una bambola: io amavo i peluches, e non li consideravo figli, ma guardie del corpo. Se qualcuno si avvicinava, lo facevo sverminare aizzandogli contro un orsetto alto un secondo e mezzo, celeste e con il riccio crespo. Era qualcosa che avrebbe fatto scolorire anche Dario Argento, insomma.

lunedì 17 maggio 2010

Nel mezzo

Qualche giorno fa stavo facendo un intensivo sit-in davanti gli scaffali degli smalti in un megastore, mentre barcollavo sull'idecisione di comprare o meno qualcosa di completamente inutile materialmente  -ma moralmente indispensabile-, ho visto un uomo sulla quarantina roteare intorno ad una ragazzina di diciassette anni.

La scena era questa: lei persa tra ottocento tipi di mascara, lui poco più in là che calcolava ogni mossa di lei e le relative curve.

"Sarà il padre", mi sono detta. "I pervertiti si nascondono ovunque. Credi di prendere un mascara con uno scovolino particolarmente duro e ti ritrovi in perverito che non vede l'ora di fartelo provare, lo scovolino...E' normale che un genitore si preoccupi".

Qualche metro più a sud dell'uomo c'era una donna passegginomunita. Dentro il passeggino era adagiato un cicciobello che si divertiva fare della sua bava un'intricata ragnatela da mostrare a tutti.

La donna si è avvicinata all'uomo satellite annunciando la sua necessità di perdersi nel reparto neonati e magari anche di volare dall'altra parte dell'universo.

Appena la donna venne fagocitata dal reparto nani, lui, gaio e ilare, si riappollaiò davanti lo scaffale dei gel per capelli, la torre di vedetta dal quale poteva tranquillamente circumnavigare le tette della diciassettenne, che ancora stava decidendo se le convieniva di più il mascara waterproof o quello che ti allunga le ciglia di venti metri, ma che ti fa diventare il panda del wwf appena vede l'acqua.

Non c'erano dubbi: lei non era figlia di lui, era solo una diciassettenne sul quale lui stava girando un film porno.

sabato 15 maggio 2010

Lui mi ha...

"Lui mi ha fatto credere che..."
"Lui mi ha illusa..."
"Lui è un manipolatore di sentimenti..."

Se ci fosse una gara a chi scarica più responsabilità sugli altri, molte donne vincerebbero il primo premio con lode.

Fin da quando ho cominciato a svolazzare sull'universo maschile, mi sono sempre chiesta cosa portasse una ragazza/donna a ritenersi completamente estranea quando il lui di turno si dimostrava un vero e proprio stronzo con lo strascico.

Mi ricordo i ragazzi di alcune mie amiche, anzi, mi ricordo le mie amiche mettersi in faccia intere forme di grana di fonte l'indifferenza di lui, di fronte le scuse di lui, di fronte a sintomi che stavano cancrenizzando la loro presunta storia d'amore.
Eppure, alla fine, il cattivo era sempre e SOLO lui.