lunedì 11 ottobre 2010

Un pomeriggio bruciato

Dietro di me lascio una scia di bacilli influenzali e starnutazzi da alzare il livello degli oceani di almeno un metro. Sto scrivendo da un pc che dire "scomodo" c'è il rischio che ti ringrazi, si emozioni e si pianti, ma proprio non posso resistere a scrivere questa cosa, perché oggi, probabilmente guidata dallo stordimento influenzale, ho voluto vedere i programmi di Rai e Mediaset, così, perché quelli sui canali scientifici probabilmente non li avrei potuti seguire come volevo.

Se Dio esiste, deve fulminarmi le mani nel momento stesso in cui mi dovesse venire di nuovo un'idea simile.

Su Rai 1 c'era una Lorella Cuccarini in modalità c'ho un blocco facciale sullo stato "Cane morto", su Canale 5, invece, la sempre torturata D'Urso con le sue espressioni da "M'è 'nata de traverso l'impepata de cozze".

La prima parlava di e con una ragazza che ha perso le gambe in un incidente.
La seconda di omossesualità.

Entrambe non sapevano di cosa stessero parlando.

Ma partiamo dalla Cuccarini.
In studio c'era questa bellissima ragazza che cinque anni fa ha perso parte degli arti inferiori e, grazie alla sua fede, è riuscita a tirarsi su e a diventare una volontaria. Onore al merito, non c'è che dire.

La ragazza, molto solare, raccontava di come la percezione della sua vita fosse cambiata, mentre la Cuccarini la guardava come se avesse davanti una foto di Galeazzi nudo. La povera ragazza cercava in ogni modo di far capire che comunque lei la vita se l'era ripresa, che era positiva, che quello sguardo, la Cuccarini, lo poteva dedicare allo specchio quando si contava le rughe, non a lei cosciente che la vita può continuare anche senza gambe, quindi anche con le rughe.
Niente, l'espressione della Cuccarini, la musichetta di sottofondo e tutto il frasario da veglia funebre non sono state intaccate minimamente dall'estrema positività della ragazza.

Sentire la Cuccarini sciorinare insegnamenti su come nella vita è importante essere, non apparire e che la forza va al di là del corpo mi ha svegliato una riflessione: crede davvero a quello che dice? Mi chiedo: ma non era lei che faceva la pubblicità alla crema anti rughe? E se i miei occhi non si sono marciti a suon di starnuti e lacrimazioni, non è forse il suo viso che presenta segni evidenti di ritocchini?

Be', alla fine, voglio dire, se vuoi srotolare un papiro di insegnamenti sulla personalità davanti ad una ragazza che ha perso le gambe, dovresti come minimo mostrare che credi veramente a quello che dici, no?

Ok, tutto questo si chiama Share. Si chiama numeri. Si chiama strumentalizzazione del dolore. Certo è che da una persona piena di botulino in faccia, non mi va di farmi insegnare l'importanza dell'essere rispetto all'apparire.


Passiamo alla maestra dell'espressione fasulla: la D'Urso.

Tema della puntata: Tiziano Ferro e il suo outing.

In studio, l'onnipresente Cecchi Paone, sempre pronto a dirci cosa succede nelle sue mutande, e ospiti vari.

Tra i vari quantoamoigayquantosonosimpaticiegiusti, c'è stata una scena che ancora mi fa pensare molto.
Svoglimento.
Parla Imma Battaglia, da sempre attivista per i diritti dei gay...silenzio in studio.
Parla esponente leghista (sindaco di un paesino del nord,perdonatemi, non ricordo il nome)...il casino generale.


Una scena del genere cosa ci mostra? Che se dieci anni fa gli spostati erano i gay, ora sono quelli che non li amano, ma che nonostante ciò non fanno discriminazioni (il sindaco ha dichiarato di aver assunto senza problemi un impiegato gay, nonostante disapprovasse la sua omosessualità, puntualizzando che a lui interessa come lavora. Se è vero non lo sappiamo, ma nel dibattito è una prova che mostra come la pensa).

Addirittura un ragazzo di 19 anni ha dato dell'ottuso al sindaco in questione, quest'ultimo ha cercato di invitarlo a parlare senza offendere e indovinate cosa è successo?

Cecchi Paone se n'è uscito con un "Un ragazzo gay non può parlare" e Barbara D'Urso ha interrotto il putiferio con un'arringhetta idiota su quanto lei e le sue trasmissioni siano omofile e che quindi non voleva vedere attacchi gratuiti ai gay. Eh? Ma quello gli ha dato dell'ottuso!!

Un'omofilia che, scusate, io non ho visto né avvertito, per un semplice motivo: gay o non gay, se tu mi dài dell'ottuso o mi offendi, il torto è il tuo.

Bloccando la discussione, dicendo che lei è omofila e che nelle sue trasmissioni i gay sono sempre ben accetti, ha dimostrato che lei vede i gay come scimmiette, come vittime che hanno ragione sempre e comunque, anche quando sbagliano, forse per una presunta diceria che tutti i gay hanno sofferto in vita loro e quindi hanno una sorta di via libera per sentirsi sempre in diritto di offendere e/o di tirare fuori false omofobie nei loro confronti quando, ad esempio, perdono un lavoro o vengono licenziati.

Ecco perché non credo alla sua omofilia, non ci credo perché prima di essere gay o lesbiche, siamo persone, e le persone sbagliano al di là di chi amano o di chi si portano a letto, e lei questo non lo considera, perché per lei tutti i gay hanno ragionevoli motivi per essere giustificati in tutto quello che fanno e sono vittime di default. Questo trattamento si riserva alle scimmie, incapaci di capire quando sbagliano, non alle persone.

In conclusione ritengo che in Italia si vada da un estremo all'altro senza rendersi conto che discriminare non è solo quando ti dà fastidio l'omosessuale, ma anche quando non dài alla persona la possibilità di esporre la propria idea perché tu la ritieni sbagliata.
Demonizzare l'anti-gay, non lasciarlo parlare, non dargli la possibilità di spiegare le sue ragioni, non vuol dire essere aperti, ma non voler ammettere che al mondo ci sono persone con idee differenti. Così facendo si rischia di demonizzare l'anti-gay come venti anni fa era demonizzato il gay. E questa si chiama sempre discriminazione.

E qui mi riallaccio con il discorso Cuccarini: mostrare una cosa è ben differente che dirla semplicemente. Entrambe hanno detto A, ma hanno mostrato B.

Una cosa è certa: la prossima volta che mi viene in mente di guardare queste trasmissioni, devo assicurarmi di essere ad un passo dalla morte, perché è veramente una perdita di tempo.

Ah, prima che mi si dica "Tu odi i gay", si sappia che dieci anni fa, partecipai al World Gay Pride 2000 a Roma, lo stesso per cui mezza Italia, la stessa che oggi è omofila, si era battuta affinché non si svolgesse nell'anno giubilare.

7 commenti:

  1. Sì vabbè... io ho capito quello che hai scritto sulla d'Urso...infatti non ci stava capendo niente, ma anche il tuo responso mi pare negativo.
    Non tentiamo di portare la condizione sociale delle persone omosessuali nello spettaccolo, non è realistico. Quelli lì fanno spettacolo ok, ma arrivare a dire che "l'anti-gay" si ritroverà discriminato mi pare quantomeno ridicolo e gravemente offensivo per le persone che realmente, gay o meno, nella vita di tutti i giorni si ritrovano discriminate ed emarginate.
    Parlare con superficialità di certi argomenti ed usare il metodo del contrappeso non è mai una buona idea...

    Un saluto.

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  2. @Carla

    Ciao Carla,
    invece io insisto sul discriminare le idee altrui. Te lo dice una che a sedici anni ha vissuto in prima persona il disagio del dichiararsi qualcosa in un mondo non pronto a ricevere quella dichiarazione, quindi non sono completamente dall'altra parte, ovvero dalla parte dei "normali". ;)

    Io posso essere anti-gay, cosa che non sono, avere delle mie idee e non fare del male a nessuno, anzi, cercare di non farmi trascinare dalla mia discriminazione. Conosco tante persone che non approvano l'omosessualità, ma che hanno dipendenti gay senza problemi, mostrano così di non farsi trascinare dal loro stesso giudizio negativo sulla categoria, anche se vengono bollate per le loro idee.

    Il mio post questo voleva dimostrare: che chi dice "W i gay" spesso non mostra questa sua idea, chi invece dice "No ai gay" spesso mostra che nonostante la sua idea non si fa problemi a valutare la persona e non la sua natura.

    La discriminazione secondo me ha molte più facce di quelle che vogliamo vedere, e credo che sia discriminante lasciar parlare una persona gay e non una persona che vuole spiegare i perché, ammesso che ce ne siano, non ama l'omosessualità. ;)

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  3. @Carla

    Credo che la Pika sia stata molto chiara e precisa nell'esporre la sua idea.Lei non dice che gli anti-gay siano nel giusto e non devono essere discriminati,ma che la discriminazione c'è quando impedisci ad una persona di esprimere le proprie idee sulla base di un tuo pregiudizio.
    Anit-gay non vuol dire andare a prendere a bastonate i gay,vuol dire non condividerne le scelte.
    Io mi sono scoperto gay da piccolo e intorno a me vedo i miei colleghi prendere molto spesso la scusa della propria natura colpevolizzando il prossimo e non lasciando parlare chi aveva idee diverse dalle loro.
    Concordo con Pika su tutto.Brava,continua così. ;)

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  4. La D'Urso? Esiste in Tv donna più triste??? .........Ah, si, forse una, la Malgioglio.

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  5. Bellissima festa quella del 2000, l'unico evento gioioso nella genuflessione generale dei varii giubilei del postino, del vigile urbano, del dentista, del parlamentare... i cui dimessi rappresentanti andavano a deporre la loro categoria ai piedi della chiesa, riconoscendone il primato ai danni di quanti tra i loro colleghi non ne avrebbero mai avuta alcuna intenzione.

    Una umiliazione generale.

    Conservo ancora la maglietta che indossai sfilando con su scritto "Papa Woityla no grazie". Celebravo la libertà di espressione.

    Da libertario, difendo le scelte differenti.
    Da libertario però difendo anche le scelte conformi, difendo tutte le scelte e trovo che la correttezza politica sia una ripugnante ipocrisia ed una intollerabile sopraffazione.
    Tutte, ma proprio tutte le idee hanno diritto di essere espresse, non solo quelle di moda.

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  6. @Sergio

    Non ci siamo incontrati, peccato. :(

    Il tuo commento lo condivido in tutto.

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  7. La D'Urso? Esiste in Tv donna più triste??? .........Ah, si, forse una, la Malgioglio.

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