sabato 18 maggio 2013

Amputazione del seno, scelta di buon senso?


Farsi amputare il seno a scopo preventivo non è una scelta di buon senso. Non è una scelta.


Angelina Jolie si è sottoposta ad un intervento di mastoplastica preventiva per ridurre le possibilità di avere un tumore al seno. Prima dell'operazione, la bella attrice aveva l'87% di rischio di sviluppare un cancro al seno - come quello che ha ucciso sua madre -, oggi, dopo la mastoplastica, il rischio è sbracato al 5%.

Il gene responsabile della prima percentuale si chiama Brca1, un gene che in moltissime donne non lavora correttamente e le espone alla mercé di neoplasie mammarie. (Brca1 e suo fratello Brca2 sono peraltro geni "brevettati", ovvero per condurre studi su di loro, i ricercatori devono pagare - ad un'azienda!! - cifre assurde e vergognose.)

venerdì 3 maggio 2013

Andare o restare è comunque un sacrificio

L. si aggira intorno ai 30 anni, si è laureata tra mille difficoltà: treni morbosamente in ritardo, lavori spinosi e una vita non particolarmente saponata, ha svolto anche il servizio civile per fare esperienza e perché "così dopo trovi il posto sicuro!".

Il posto sicuro non è arrivato, non qui almeno. L. sta partendo e forse è la cosa migliore che possa fare in questo momento.


1. Cosa pensi dell'appello di Francesco Piccinini ai ventenni?
Penso che vuole essere provocatorio e basta. L’obiettività viene tralasciata in favore della polemica nuda e cruda tipicamente italiana e ciò gli fa perdere mille punti in valore ma gliene fa acquistare altrettanti in visibilità: di solito gli stereotipi da bar uniti all'invettiva piacciono molto al pubblico medio, che si lamenta senza poi informarsi o andare a fondo delle questioni.

2. Cosa pensi di chi va/rimane?
Penso che entrambe le scelte vadano ponderate in base alle proprie esperienze e alla propria indole. Certo, in questo momento è facile pensare che l'erba del vicino sia sempre più verde, ma la realtà dei fatti è che bisogna essere obiettivi. Andare o restare è comunque un SACRIFICIO e come tale va affrontato con coraggio da noi e rispettato in silenzio dagli altri. L’importante è evitare di partire per moda o rimanere per codardia: sarebbe comunque una sconfitta personale.

mercoledì 1 maggio 2013

Mastrangeli: il martire della democrazia

Mastrangeli è un lampante esempio di italiano che le "regole sono giuste finché favoriscono me", fa degnamente parte di quel paese delle eccezioni, del "vabbe', ma che ha fatto di male?".

Niente, non ha fatto niente di male, si è solo adeguato al resto della cloaca politica: ha avuto un'indigestione di voti aderendo ad una linea di condotta, ci ha sputato sopra facendo come gli pareva e adesso, al grido di "non ho rubato niente", mendica in tv la targhetta da vittima.

Ovviamente, i grillopati rapiscono la palla ancora prima che balzi e parlano di dittatura a cinque stelle, assumono San Marino come esempio di martire della democrazia e se ne servono a mo' di chiodo per bucare il Movimento in generale, Grillo in particolare, aiutati da giornalettisti che tutto è buono pur di piallare l'avversario, anche servirsi di una tragedia come la sparatoria di Piazza Colonna.

Poi arriva la domenica e li vedi tutti lì, pastarelle e birra, seduti sul divano ad imprecare contro l'arbitro di calcio che si prende delle licenze e decide di non seguire qualche regoletta favorendo la squadra avversaria.

Nessuno lo perdona e nessuno parla di dittatura, ma di regole e obblighi da rispettare.

lunedì 22 aprile 2013

Osate e forse vincerete

Questa serie di interviste era stata pensata soprattutto per dare la parola ai giovini, tuttavia mi sono resa conto di quanto il desiderio di andar via non è cosa esclusiva dei ventenni, anzi. L'Italia non è di certo più clemente con i grandi: l'adultofobia sta diventando una pandemia, così il quarantenne e oltre con esperienze ventennali non è visto come una risorsa da sfruttare, ma come un problema da debellare.


Quindi vi presento il primo dei seniores che hanno accettato di rispondere alle mie malposte domande: Maurizio è tanto telegrafico quanto chiaro, a dimostrazione della praticità che lo contraddistingue e lo fa vincere nel suo lavoro. :)

Lui è un idraulico di Roma, mio cliente e amico da tempo. Lo posso descrivere come un uomo che vive il mondo, ricco di cultura ed esperienze, politicamente scorretto e di certo non volemisebenista tendente al vabbenismo. Cito:
"Uno che è andato ma poi si è stufato ed è tornato... siccome s'è ristufato non è escluso che se ne rivada..."

venerdì 19 aprile 2013

In Italia o all'estero, sei tu a fare la differenza

La prima intervistata sui "giovani in fuga" è Marina Ravaioli, laureata in Scienze dell'Informazione, social media manager presso Studio Ikebana, "dipintora" e mia socia nel progetto Kiwi Make Up. Dopo aver mandato Curriculum Vitae anche su Plutone, ha deciso di rischiare e diventare capo di se stessa, con ottimi risultati.



1. Cosa pensi dell'appello ai ventenni di Francesco Piccinini? 
Penso che mi fa tristezza e mi fa venire in mente quei film di guerra, con il soldato morente che dice all'altro: "vai tu, lasciami qui... per me non c'è più speranza". Trovo giusto il ragionamento iniziale, l'invito a conoscere e a sperimentare, ma forse Piccinini ha dimenticato un fatto fondamentale: in Italia ci sono tante persone che vengono da paesi stranieri. Si può benissimo iniziare qui il "meticciamento". Il mondo non è solo la romantica Parigi, la fighissima Londra o la grande New York.

 2. Cosa pensi di chi va?
Credo che tutti debbano essere liberi di fare quello che sentono, di seguire il proprio cuore, sia che si tratti di andare tra le renne o tra i cammelli. Ogni storia è diversa dall'altra. Però, se vai via, vedi di non dare sentenze da fuori. A un poveraccio nelle sabbie mobili serve aiuto, non uno che dalla terra ferma gli faccia notare la situazione.

Se hai vent'anni vattene dall'Italia...o magari no

"Se hai vent'anni vattene", si intitola così l'accorato appello di Francesco Piccinini  pubblicato su Fanpage qualche giorno fa e straripato sui social fino ad inondarmi Facebook e Twitter.

Piccinini si rivolge ad un ipotetico ventenne invitandolo ad andare via dall'Italia, paese sempre più spiaggiato nel passato, abulico, in retromarcia, nettamente indietro rispetto agli altri paesi. Mentre noi schiumiamo davanti alla tv ascoltando politici ottocenteschi sbraitarsi contro, là fuori nascono biblioteche fruibili e metro senza conducente, il Sudafrica diventa un esempio di evoluzione: passa dalle segregazione razziale all'ospitare i mondiali di calcio con una velocità che Flash se la sta ancora studiando.

La morale dell'articolo è: andare via per salvarsi ed entrare nel futuro, niente eroismi o patriottismi, non servono. Sciò! Smammare! Fare valigia e andare!

Cartoni, caciotta e scarpe bucate

Emigrazione italiana coniugata ai giorni nostri, dunque. Il tema è uno di quelli capaci di attizzare discussioni secolari che si mollano per sfinimento, non per il raggiungimento di un accordo tra le parti. Dopotutto, non siamo expat della prima ora, noiartri.

Alzi la mano chi al suo albero genealogico non ha appeso un nonno, una nonna, un trisavolo con una storia di emigrazione sul groppone. Ecco appunto. L'Italia si è spesso privata dei suoi figli, costretta a lasciarli andare perché troppo povera per mantenerli.
"Du' cartoni, 'na caciotta, le scarpe bucate, un bacio a mi ma' e so' annato in America, ma poi so' tornato, perché è qui che vojo mori', non in mezzo all'ammmmericani!", diceva sempre il mio vecchiettissimo vicino di casa prima di oltrepassare.

Cartoni, caciotta e scarpe bucate, questo era il più famoso starter kit dell'antico italiano in fuga dalla povertà. E gli emigranti di oggi come sono? Qual è il loro starter kit? Da cosa scappano, ammesso - e non sempre concesso - che la loro sia una fuga? Ma soprattutto, chi sono?

martedì 9 aprile 2013

Quell'Italia che odia

Chiara Ferragni, fashion blogger 

Sei bella.
Hai i soldi.
Un ragazzo piacente, molto piacente, piacentissimo.
Giri il mondo.
Ti basta una foto per fare 300 commenti.
Dove passi tu, le aziende leccano il pavimento.
La tua vita ha le bollicine. 

Ti invitano a feste, eventi, serate, sfilate.
Vieni ingaggiata per girare un film.

Non te lo meriti. Non hai fatto nulla per meritartelo. Non devi. Non sei umile. Non sei modesta. Non sei manco tanto bella, e il tuo ragazzo, in fondo, sembra pure mezzo gay. Sei pagata per fare ciò che fai, che schifo. Sicuro ti ha aiutato papi a diventare quella che sei. Comunque non sei nessuno, ricordatelo! Ci sono tante ragazze più qualificate di te, più professionali di te, che hanno studiato, che hanno fatto lavori da schiavi, che non si sono mai messe in mostra, che sono meglio di te in tutto, che leggono libri e studiano! Dovrebbero esserci loro al tuo posto!!! DOVREI ESSERCI IO, CAZZO!!